Forza Vecchio Cuore Granata

Gli Invincibili, il Grande Torino, la squadra che fu distrutta nella tragedia di Superga, comunque la si voglia chiamare, un gruppo di uomini che è stato fin da subito e sarà per sempre un mito. Il calcio è legato alle grandi squadre, quelle che sono state capaci di farsi amare dal pubblico, compresi gli avversari, che ne riconoscevano la bravura, e il Grande Torino è sicuramente la prima di queste. All’epoca nella quale strabiliava il mondo intero, tutti i suoi tifosi, ma in generale tutti gli sportivi italiani, avevano mandato a memoria la sua formazione: Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola” era ripetuta da tutti.

La leggenda nasce nel campionato 1942 – 1943, quando il patron che l’ha resa possibile, Ferruccio Novo, innesta nel già forte telaio granata due giocatori del Venezia, Mazzola e Loik. Dopo la vittoria in quel campionato, la guerra impone lo stop, e per la ripresa dell’attività avviene nel 1945 – 1946, dopo che l’anno precedente si disputò il cosiddetto “campionato di guerra”. Da quel momento sono quattro anni di dominio e quattro scudetti consecutivi, fino al tragico schianto sul colle di Superga.

L’aereo che riportava a casa la squadra era di ritorno da Lisbona, dove la squadra si era recata per un’amichevole con il Benfica per festeggiare il portoghese Ferreira, capitano sia della squadra di Lisbona che del Portogallo, e che era diventato amico di Mazzola durante una partita tra le due nazionali. La nebbia che avvolge Torino e i suoi dintorni causa la tragedia, e Torino si sveglia con la notizia del disastro.

Il cordoglio prende non solo Torino, ma tutta l’Italia, che era abituata a seguire le gesta di quei campioni alla radio oppure nelle cronache sui giornali. Una squadra che in un’occasione era arrivata a fornire anche 10 giocatori alla nazionale azzurra. Una squadra che, se ci fosse stata la Coppa dei Campioni, che sarebbe arrivata pochi anni dopo, avrebbe certamente fatto incetta di titoli. Una squadra che non si poteva non amare. Il mito del “Grande Torino”, è anche legato a quello del Filadelfia, lo stadio nel quale disputava le partite casalinghe, del quale recentemente è stata avviata la ricostruzione dopo un lungo periodo di abbandono.

Sabato 17 ottobre, con una cerimonia ufficiale, è stata posta la prima pietra, e che nelle intenzioni dell’attuale patron, Urbano Cairo dovrebbe essere inaugurato il 17 ottobre 2016, 90esimo anniversario della sua prima inaugurazione, o al più tardi il successivo 3 dicembre quando il Torino festeggerà i suoi 110 anni. Alla cerimonia erano presenti circa 10mila tifosi granata che non vedono l’ora di tornare a tifare per i colori che furono del “Grande Torino”, nel loro stadio.